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2016-08-05 10:18:47
Orari di Apertura MuMar e Parco dei Resti del Convento di S. Domenico

Mattina: dalle 9:00 alle 13:00

Pomeriggio: dalle 16:00 alle 20:00 (orario estivo)

                  dalle 15:00 alle 19:00 (orario invernale)

Storia > I ruderi del convento

I ruderi del convento

Distrutto dal terremoto del 1659, il convento annesso alla chiesa-santuario dedicata a San Domenico, allora costituito da un solo chiostro, venne riedificato su progetto dell’architetto certosino Bonaventura Presti a partire dal 1661. Il nuovo complesso conventuale venne organizzato su tre chiostri di cui due sullo stesso livello della chiesa, l’altro ad una quota più alta, riservato al priore, seguendo quindi il contesto orografico digradante del terreno ai piedi della collina, denominata degli Angeli. Il chiostro attiguo alla chiesa era chiamato nei documenti “chiostro di pietra”, poiché i pilastri erano prevalentemente costituiti da blocchi granitici; quello contiguo era invece menzionato nei giornali di fabbrica come “chiostro di mattoni”. Il lato ovest di quest’ultimo venne riedificato nella prima metà dell’Ottocento, forse perché in parte recuperabile, e dopo la soppressione post unitaria fu destinato ad ospitare il Municipio cittadino. Quasi del tutto inesistente è il chiostro priorale, attualmente occupato dal nuovo convento e dalla chiesa. Considerando la condizione di rudere degli edifici conventuali, nonché la mancanza di disegni, non è agevole capire da dislocazione dei vari ambienti del convento. Forse in prossimità della torre, che sovrastava lo scalone di rappresentanza e congiungente il livello stradale sottostante con il piano dei chiostri, si trovavano gli appartamenti di rappresentanza. La successione delle celle e degli ambienti del lato ricostruito può dare un’idea della vastità del complesso conventuale e della tipologia distributiva, predisposta da Presti che ha previsto una sorta di piano ammezzato prospettante all’interno dei chiostri. Un altro lato ricostruito, sovrastante pressappoco l’area del Museo dei Marmi, venne distrutto da un incendio nei primi del Novecento.

(Mario Panarello)

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