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2016-08-05 10:18:47
Orari di Apertura MuMar e Parco dei Resti del Convento di S. Domenico

Mattina: dalle 9:00 alle 13:00

Pomeriggio: dalle 16:00 alle 20:00 (orario estivo)

                  dalle 15:00 alle 19:00 (orario invernale)

Storia > La chiesa ottocentesca

La chiesa ottocentesca

L’attuale chiesa dedicata a San Domenico sorge nell’area dei ruderi dell’antico chiostro priorale, i cui resti sono visibili sul fianco della strada che costeggia l’edificio. All’indomani del terremoto del 1783 fu costruito un capanno per il ricovero dei recuperati oggetti di culto. Solo nel 1790 si avvia la ricostruzione della chiesa predisposta da “Cassa Sacra” su progetto di Bernardo Morena per essere ultimata dopo qualche anno. Tuttavia, già pochi decenni dopo, un nuovo progetto più organico dovette mirare ad ampliare l’edificio. Infatti, nei decenni successivi al periodo napoleonico, precisamente intono al 1839, venne chiamato l’ingegnere monteleonese Gaetano Strani come responsabile della riconfigurazione architettonica dell’interno della chiesa e della facciata. Quest’ultima, interamente in granito, sembra essere ispirata nell’impaginato del registro inferiore, all’architettura dell’antica chiesa distrutta. L’austero gusto neoclassico dell’interno è esaltato dalla raffinata decorazione a stucco, realizzata nel 1858 dal piemontese Giacomo Fumagalli, artista allora residente a Reggio Calabria. Fra le pregevoli opere custodite all’interno della chiesa, oltre all’antica tela del 1530, ritenuta acheropita (ossia eseguita da mano divina), raffigurante San Domenico, si conservano il coro ligneo del 1754 di Tommaso Mancini, proveniente dalla chiesa distrutta, il settecentesco Crocifisso e la statua lignea di San Domenico, scolpita da Giuseppe Ruffo nel 1855.

(Mario Panarello)

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